Sentenza n. 878 del 01.07.2025 – Tribunale di Ravenna in composizione collegiale
L'imputato era accusato di plurimi fatti di peculato per avere, quale extraneus, beneficiato di e disposto di denaro presente sul conto corrente del parente sottoposto ad amministrazione di sostegno.
Il Collegio Giudicante ha accolto la tesi difensiva alla cui stregua risultava carente l'elemento soggettivo doloso. In particolare, la difesa ha dimostrato come il soggetto amministrato fosse comunque rimasto lucido sino alla sua morte ed avesse volontariamente disposto del proprio patrimonio aiutando finanziariamente l'imputato.
Ne deriva l'assenza di dolo ed il riconoscimento della buonafede in capo all'assistito, che è stato mandato assolto da tutte le condotte di peculato ascrittegli.
Profili giuridici
Il caso ha affrontato il tema dell'elemento soggettivo del reato di peculato ex art. 314 c.p. con riferimento alla figura dell'extraneus, nonché le modalità di prova del dolo specifico nelle ipotesi di indebita appropriazione di somme di pertinenza di soggetti sottoposti ad amministrazione di sostegno.